Io sono Chiara e già il nome dice molto di me.
Sono così “chiara” che spesso mi capiscono tutti, grandi e piccoli… ma soprattutto i piccoli.
Si capisce così chiaramente quel che mi passa per la testa che spesso durante le riunioni, vengo ripresa senza aver proferito parola. Possiedo quindi un’acuta capacità comunicativa non verbale. Spesso, un’espressione, delle sopracciglia inarcate, uno sguardo, una smorfia della bocca fanno trapelare il mio pensiero.
Accade, però, che non sempre riesca a dire attraverso parole-parlate quel che penso o provo. Riesco a esprimere meglio le parole-pensate attraverso parole-scritte. Si sa, per comunicare non basta dire parole.
Le parole non sono un semplice insieme di lettere a cui si attribuisce per convenzione un significato. Molto dipende da chi le dice, dal tono con cui le dice, dal contesto in cui le dice e a chi sono rivolte.
Scrivo quando sono felice, scrivo quando sono arrabbiata, scrivo quando ho qualcosa da dire, scrivo per spiegare, scrivo per raccontare, scrivo per inventare.
Io per tutti sono Chiara, Chiara e basta. Nulla… credo, ma cerco di render speciali le cose di ogni giorno, a casa, a scuola, a me stessa e a chi incontro. Aiuto i bambini ad esprimersi, a tirar fuori il meglio di sé, a crescere e lo faccio attraverso gli albi illustrati perché grazie alla complementarietà di parole e illustrazioni permettono loro di riconoscersi nel protagonista e offrono spunti di riflessione, approfondimento, apertura. Leggo ad alta voce e sottovoce per far provare ai bambini quel che ho provato io, ossia la forza di un’esperienza condivisa: leggere per il semplice e puro piacere di leggere da soli o insieme. In questo modo offro a ciascun bambino l’opportunità di trovare parole anche per leggere se stesso, un dare parole alle parole pensate ma che spesso risultano ingarbugliate tra loro e pertanto difficili da dire. Non ho poteri magici, però mi piace sempre usare un po’ di magia, attraverso il gioco, per far riuscire bene le cose. Perché non posso fare altrimenti. Leggere e scrivere, scrivere per leggere, è la mia passione e lo faccio soprattutto rivolto ai bambini. Due sono le ragioni principali, innanzitutto la mia innata natura ad entrare in sintonia con loro, poi la fervida volontà di preservare ciò che di bello ha la fase dell’infanzia, ossia il cogliere l’essenziale in ogni cosa, senza giri di parole, senza secondi fini, semplice delicata ingenuità. e vivo il mio lavoro come una missione più che come una professione a tempo. Credo in una didattica esperienziale perché, a mio avviso, la scuola prima di trasmettere conoscenze, connubio di abilità e competenze, ha il compito principe di offrire a ciascun bambino gli strumenti per imparare ad imparare sempre, in ogni dove e in ogni quando, durante l’intero arco della vita. nella loro sensibilità, nella loro sincerità, nei loro sorrisi. Per me è indispensabile che ciascun bambino si senta a proprio agio e possa sentire se stesso libero di esprimere le proprie idee, i propri sbagli, i propri vissuti personali senza sentirsi giudicato. Credo nella possibilità di fungere da lente di ingrandimento per aiutare i bambini a scoprire se stessi e allo stesso tempo trampolino di lancio, per aiutarli a comprendere che vale la pena di correre il rischio di esprimere le proprie potenzialità, riconoscere le proprie attitudini e l’accettare i propri limiti sempre in ottica positiva e con ampio margine di miglioramento. come strumento indispensabile per la didattica, fonte inesauribile di conoscenza e apertura costante al mondo dell’immaginario. Strumento estremamente inclusivo, capace di comunicare attraverso i tre linguaggi: iconico, verbale, paraverbale. Strumento estremamente eclettico capace di coinvolgere contemporaneamente autore, lettore implicito, lettore esplicito. Grazie agli albi illustrati e ai libri in generale, ciascun bambino può riconoscere o conoscere meglio stesso e così facendo proiettarsi verso il futuro con le giuste competenze. Il sorriso per me è importante. Il sorriso accoglie, il sorriso dona leggerezza, il sorriso crea sintonia. Il sorriso è parte di me!
In realtà il mio vero nome è “Maria Chiara” ma, se volete che vi risponda, conviene chiamarmi “solo” Chiara.
Anche per i miei alunni sono “solo” Chiara. “Solo” si fa per dire, è chiaro a tutti che sono la maestra, ma non serve dirlo, è una sorta di gioco, di tacito accordo.
L’unico ruolo in cui non mi chiamano Chiara è quando sono mamma e allora lì sono mamma, mamma e basta. Cosa faccio di speciale?




Come?
A volte per far riuscire le cose, basta renderle divertenti, altre, basta fare un po’ di silenzio per permettere che accadano. Per scelta non impongo nulla, ma cerco di offrire valide motivazioni affinché ciascuno aderisca alla proposta volontariamente, di modo che ne sia consapevole e responsabile. Poche regole, chiare e condivise.
Perché ci tengo a fare tutto ciò?



Credo nella scuola
Fondamentale quindi un atteggiamento di apertura e accoglienza al nuovo, all’altro diverso da me, un atteggiamento capace di flessibilità e orientato al cambiamento e alla crescita in itinere. Credo nell’importanza del processo più che del prodotto e, libera dall’esito, cerco sempre di dare il massimo per una scuola di qualità. Una didattica co-costruita che lascia ampio spazio allo sperimentare per poi riflettere e interiorizzare in modo da permettere a ciascun bambino di crescere secondo i propri tempi e secondo i propri bisogni.
Credo nei bambini



Credo negli albi illustrati
Il cosa, il come, il perché, i miei capisaldi, nulla di tutto ciò avrebbe senso se alla base non ci fosse il sorriso.


